Crazy Italian Rally

postate qui una vostra presentazione al forum gradita la menzione della città di residenza ed una foto del mezzo

Crazy Italian Rally

Messaggioda paolo836 » 19/07/2016, 16:05

Ciao a tutti,

sono Paolo. Con 3 Zx il 31 luglio partiamo per il Crazy Italian Rally da Biella a Marzamemi.
Ci fermeremo nelle seguenti località:
- Tollegno (BI)
- La Spezia (SP)
- Castiglion della Pescaia (GR)
- Sabaudia (LT)
- Sorrento (NA)
- Maratea (PT)
- Messina(ME)
Sapreste indicarmi dei meccanici, se ne siete a conoscenza, che hanno una competenza specifica di zx e che si trovino sulla strada?
Grazie
Paolo
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Re: Crazy Italian Rally

Messaggioda Mamphio » 20/07/2016, 18:11

Grandi!!!!
Fatto un viaggio in zx anch'io ("solo 1560 km") tempo fa.
MEccanici specializzati in ZX posso dirti solo

- Grosseto (non è un meccanico vero e proprio ma uno che ne capisce moltissimo e se serve forse può aiutarvi, questo il suo sito) - http://www.elleesseracingteam.com/TESTI ... eesse.html

- Sabaudia - Claudio Nordera - http://norderamotors.altervista.org/officina.html


Consiglio che mi sento di dare: visto il caldo, viaggiate la mattina presto o la sera, poi portatevi:

- kit antiforatura con pompa a pedale
- le chiavi principali
- 2 cinghie di ricambio
- olio buono
- rapporti lunghi per tutti, abbinati a cilindro 70 base
- un cilindro di ricambio, non si sa mai

Io avevo fatto così, e qualcosa mi è servito.

:) :) :) :)
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Re: Crazy Italian Rally

Messaggioda cotechinho » 20/07/2016, 23:43

In bocca al lupo!
A Roma pgm e scooterpoint, altri forumisti ti sapranno dire dove trovarli.
Si narra che vari anni fa due ragazzi di Montorio (TE) arrivarono a Capo Nord con due Piaggio Bravo.
Per viaggi di questo tipo credo siano comunque piú indicati mezzi raffreddati a liquido.
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Re: Crazy Italian Rally

Messaggioda paolo836 » 30/07/2016, 15:13

Grazie mille per i consigli.
Ciao
P
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Re: Crazy Italian Rally

Messaggioda il calo » 26/08/2016, 17:20

Com é andato il viaggio al Crazy Italian Rally?
sono curioso...
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Re: Crazy Italian Rally

Messaggioda paolo836 » 18/10/2016, 13:26

Ragazzi, tutto bene. Siamo arrivati in 4 giorni e 12 ore. Abbiamo rotto solo 3 cinghie su uno dei 3 zx... E' stato un bellissimo viaggio. Se avete tempo ve lo consiglio. Di seguito una foto del nostro arrivo a Marzamemi.

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Re: Crazy Italian Rally

Messaggioda Mamphio » 19/10/2016, 0:10

Grandi!!!!!!!!!

Complimenti a tutti davvero :)
Qualche aneddoto interessante?
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Re: Crazy Italian Rally

Messaggioda cotechinho » 19/10/2016, 11:54

Bravi.
Stagionati pure voi, come si conviene in questo forum.
Postate un po' di foto.
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Re: Crazy Italian Rally

Messaggioda il calo » 23/10/2016, 16:32

Numeri uno
Grandissimi!!!
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Re: Crazy Italian Rally

Messaggioda paolo836 » 29/01/2017, 13:27

CRAZY ITALIAN RALLY - 2016
da Biella a Pachino in ZX

Appuntamento a Tollegno (BI) alle ore 10 di Domenica 31 luglio: parte la terza edizione del Crazy Italian Rally, una gara non competitiva sulle strade italiane a bordo di motorini 50 con destinazione Pachino (SR), circa 1700 km. Non c'è un percorso predefinito, ogni concorrente è libero di scegliere il suo tragitto preferito, naturalmente senza percorrere autostrade e superstrade, l'obiettivo è godersi il viaggio e arrivare a destinazione entro 7 giorni per festeggiare insieme agli altri partecipanti. Ci sono concorrenti da tutta Italia con i mezzi più disparati, dal Ciao all'Apecar fino ai motorini più recenti.
Siamo partiti in gruppo dalla Cittadellarte Fondazione Pistoletto, ma già dopo pochi chilometri ognuno si stabilizzava sul proprio ritmo a seconda delle possibilità e della resistenza meccanica dei bolidi.
Il nostro è un team composto da due ragazzi di Bologna, Niccolò Briamonte, Riccardo Randi ed un veneziano, Paolo Acinapura a bordo di tre fiammanti Honda Dio ZX di fine anni '90 importati dal Giappone, primo grande amore adolescenziale.
Per il primo giorno di viaggio avevamo previsto una tappa di 310 km, fino a Forte dei Marmi. Presto siamo rimasti a piedi a Serravalle: presi dall'entusiasmo e ansiosi di arrivare non abbiamo considerato il rifornimento necessario ogni 100 km. Per fortuna avevamo una tanica di emergenza!
Ripartiti verso la Liguria, valichiamo gli appennini al Passo del Bracco dove un intero bar di motociclisti, quelli veri, ci guarda con aria compassionevole, con una leggera vena di vero disprezzo.
Appena arrivati al mare, a Sestri Levante, ci sembrava già di avere compiuto un'impresa eccezionale, e già raccontavamo il nostro epico viaggio a un gruppo di ragazzini incuriositi dai nostri motorini.
Seguendo la strada costiera molto trafficata siamo arrivati a Forte dei Marmi intorno alle 21 dove ci attendeva un amico per mangiare insieme la mitica pizza di Orlando.
La seconda giornata parte presto, per sfruttare la brezza mattutina e il poco traffico sul lungomare, dopo un'abbondante colazione al Giardino, destinazione Ostia, 360 km. Per andare a Roma la strada da prendere è solo una, la SS1 Aurelia. Sfioriamo Pisa, dove in lontananza avvistiamo la torre pendente, abbiamo onorato la brigata Folgore con il loro urlo di battaglia e, arrivati a Livorno, ci fermiamo per una breve sosta al mercatino americano per comprare un po' di materiali utili alla nostra sopravvivenza sul percorso: una bussola per procedere in direzione sud e del nastro adesivo per incollare pezzi del motorino deformati dal caldo e dalle vibrazioni. I nostri ZX decollano e atterrano direttamente in La California alle ore 11.30. Guidati dai cipressi alti e schietti del Carducci arriviamo alla Tenuta San Guido dove degustiamo un'annata fantastica. Ripresa l'Aurelia, lo ZX nero inizia a dare segni di cedimento, ma nonostante ciò, persi nel grossetano, o come la chiamavamo noi "la California del sud", percorriamo un breve sterrato in mezzo ai campi per ritrovare la giusta strada, mangiando frutti di quella campagna.
Arrivati a Santa Marinella ci godiamo uno spettacolare tramonto sul mare perdendoci poi nei pressi dell'Aeroporto di Fiumicino e arrivando al Porto di Roma alle ore 22.45 dove veniamo ospitati dal Dipartimento di Salute Mentale, ora ostello, o forse no.
Terzo giorno, sveglia alle ore 6.30, località da raggiungere Maratea, 430 km. Preso un caffè al volo con il nostro amico Fabio a Latina, e poi, a ora di pranzo, sotto il sole cocente ci siamo fatti un panino con la porchetta con vista della maga Circe. Lì siamo stati abbordati dalle nostre prime fans russe che chiedevano un passaggio verso il mare. Lo ZX nero non ha retto all'emozione, e dopo pochi chilometri, tra Gaeta e Formia, ci ha lasciato a piedi alle 13 sotto al sole.
Fermi sul ciglio della strada, cercando riparo all'ombra di un albero, abbiamo smontato il carter appurando che la cinghia si era "caramellata". Nonostante avessimo tutti i pezzi di ricambio non siamo riusciti a smontare la frizione e dopo ore di attesa (vedi foto) siamo stati aiutati dal gentilissimo Riccardo di G.R. Moto che in dieci minuti ci ha consentito di ripartire commentando: "non guidavo uno di sti cosi da vent'anni, noto che ora come allora non frena 'n cazzo!". Dopo aver perso tre ore ripartiamo alla volta di Napoli con l'intento di evitare il traffico del centro città per recuperare il tempo perduto. Vediamo sfumare questa furba intenzione quando, dopo aver disceso in downhill il rione San Carlo, ci ritroviamo, a nostra insaputa, in Piazza Garibaldi con auto ovunque, in tutti i sensi ammessi e non ammessi.
Dopo ore estenuanti nel traffico napoletano, arrivati a Torre del Greco, un boss locale ci avvicina incuriosito chiedendoci di vendergli uno dei nostri motorini. Sfumato l'affare, iniziamo la discesa verso la costiera amalfitana. Arrivati a Tramonti, in cima ai Monti Lattari, ci fermiamo per rifocillarci al Valico di Chiunzi dove, dopo una pizza e del limoncello, il proprietario del ristorante, grande appassionato di auto e moto ci offre di ospitarci nella vicina dependance per la notte. Accettiamo di buon grado di fermarci lì, viste le energie spese tra la rottura della moto e il traffico di Napoli, e di ripartire la mattina presto. La tappa si concludeva quindi qui dopo 260 km.
Quarto giorno di guida, direzione Calabria, obiettivo: arrivare più in giù possibile.
Sveglia alle 4, scendiamo dai monti per arrivare sulla costiera all'alba e goderci lo spettacolo mattutino. Ci fermiamo per colazione a Vietri sul Mare dove incontriamo un pescatore che, sentito il racconto del nostro viaggio, ci apostrofa così:" ué, voi state tutti sciem', tenete u culo quadrate". Salutato il simpaticone, sfruttiamo il fresco per attraversare Salerno e percorrere tutta la costa, e appena entrati nel Cilento, poco dopo Agropoli, alle 8.30, lo ZX nero decide nuovamente di abbandonarci in mezzo alla statale. Il meccanico più vicino era a 15 km di distanza, non ci restava che spingere, e dopo 10 km a spinta, di cui almeno 3 in ripida salita, ci ritroviamo in mezzo ad una strada di campagna circondati dai campi (Google Maps di m***a). Proprio qui ci viene in soccorso un gentile vecchietto che abitava sulla strada che, appassionatosi alla nostra avventura, con la moglie, convince un signore con un Pick-Up a caricare il nostro motorino sul cassone ed accompagnarci al più vicino meccanico. Lì, all'officina La Moto, all'interno di una vecchia stazione di servizio, troviamo il mitico Raffaele che, tra una chiacchiera ed un caffè, ci ha messo in grado di riprendere a macinare chilometri. Seguendo il suo consiglio percorriamo una strada panoramica su tutta la costiera interrotta da una frana, ma percorribile in motorino.
Dopo una magnifica mozzarella vicino a Battipaglia, in prossimità di Maratea, dove ci attendeva il nostro amico Giulio, lo ZX verde, che fino ad allora non aveva dato segni di cedimento, esala quello che sembrava essere il suo ultimo respiro. Cercando di capire quale fosse il problema, il nostro amico ci porta ristoro con acqua e Cuccioloni. Non riuscendo a venirne a capo decidiamo di spingere il motorino fino al più vicino meccanico, in realtà un carrozziere tuttofare, che, tra un aneddoto e l'altro, senza mai interrompere il suo lavoro di verniciatura, ci istruisce sul da farsi sentenziando che non saremmo mai arrivati a destinazione. Risolto il problema e salutato il mitico Antonio arriviamo in Calabria e concludiamo la tappa fermandoci a Falerna Marina in un hotel fermo agli anni 70.
Ultimo giorno, partenza alle 5 con l'intenzione di arrivare fino a Pachino.
Sfruttiamo il freddo e la desolazione della SS18 di prima mattina per arrivare a fare colazione a Palmi dove ci attendeva un'amica, o meglio dove noi abbiamo atteso al bar che lei si svegliasse. Si presenta in ritardo di un'ora a bordo di una macchinetta 50 pronta a partire con noi per l'ultima tappa (tutta scena!) e dopo le foto di rito ripartiamo, attraversando Scilla e arrivando finalmente all'imbarco del traghetto per la Sicilia alle 11.20 di giovedì.
Sbarcati a Messina, pit stop veloce dalla nostra elegante benzinaia di fiducia subito fuori dal porto e ripartenza per arrivare a Giardini Naxos sotto il sole ustionante della Sicilia. Qui il mitico Paolino, a torso nudo, procede seduto alla Audrey Hepburn salutando la gente e dando il cinque ai passanti che rimanevano perplessi. A Giardini Naxos, veloce spaghetto ai ricci al Sea Sound e subito ripartenza sui motorini affaticati dal caldo. Tanto per cambiare lo ZX nero inizia a rallentare e a "svariare". Proprio quando ormai sembrava fatta, è necessario fare una deviazione e fermarci a Gravina sull'Etna da Moto2000, uno dei pochi rivenditori dei rarissimi pezzi di ricambio per ZX. Il meccanico Agatino ci aiuta a montare il tutto e così ripartiamo per gli ultimi 100 kilometri.
Tra una buca e un'altra della statale, molto affaticati procediamo verso la destinazione finale. Quasi arrivati, proprio a causa di una buca, perdiamo un gopro per strada e per recuperarla Paolino rischia la vita a 10 km dall'arrivo. Ripresi dallo shock, finalmente, esausti, arriviamo in spiaggia a Marzamemi, frazione di Pachino.
Siamo quindi arrivati a destinazione, in 4 giorni 12 ore e 6 minuti, quando nessuno se lo aspettava, sorpresi noi stessi del risultato. Alla partenza infatti noi stessi eravamo preoccupati di non riuscire a farcela in soli 7 giorni. Non ci è rimasto altro da fare che aspettare gli altri partecipanti in spiaggia con una birra per riprenderci dalle fatiche.
E' stato un viaggio veramente emozionante e divertente attraverso l'Italia. Il difficile è solo partire, ma una volta partiti ne vale la pena: l'Italia è un paese bellissimo, accogliente e pieno di buche.
paolo836
 
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